Psicologo psicoterapeuta per bambini e adolescenti

Quando un consulto psicologico e un intervento di psicoterapia sono necessari anche per bambini nella prima infanzia, in età scolare o in adolescenza.

Situazioni di difficoltà, malessere psicologico o addirittura di grave sofferenza psichica possono riguardare purtroppo anche i bambini, così come gli adulti. E’ triste pensare che i piccoli possano soffrire ma disagio o dolore, che si esprimano fisicamente o mentalmente, non conoscono limiti di età.

Il malessere psicologico, tuttavia, ha rispetto al dolore somatico delle specificità che possono rendere particolarmente difficile accoglierlo, comprenderlo e farsene carico. Istintivamente, infatti, può suscitare non solo desiderio di accoglienza e aiuto ma, anche, turbamento o spavento, perché suscita in ognuno l’intuizione delle proprie stesse parti inconsce, sempre in tensione dinamica con la nostra consapevolezza. E, ancora, perché le cause di tale malessere sono a volte difficili da comprendere e connesse in modo non lineare a quello che appare. Perché sembra sfuggente una soluzione attraverso un intervento immediato e oggettivo e questo porta un senso di ansia e frustrazione difficili da sostenere.
Questo accade sempre ma ancor più di fronte al disagio psicologico dei più piccoli. Per i genitori, in particolare modo, è molto doloroso e difficile avere a che fare con la sofferenza psichica del proprio figlio, poiché muove in loro non solo desiderio di comprensione e cura ma anche un forte sentimento di smarrimento, di impotenza e, facilmente, di colpa, a prescindere da qualunque oggettività. Questo può ostacolare la possibilità di assumersi la responsabilità di accorgersi delle manifestazioni attraverso cui il malessere mentale del figlio si manifesta, e rimandare il percorso di una sua comprensione. Questa reazione, naturale e ben comprensibile in alcuni genitori, non merita alcun biasimo ma, semmai, accoglienza e incoraggiamento a rivolgersi con fiducia ad uno psicoterapeuta dell’età evolutiva, per pensare insieme alla situazione del loro figlio.

Che cosa si intende come malessere psicologico nei bambini o, più precisamente, disagio psichico in età evolutiva?

Le dinamiche psichiche possono essere considerate come un continuum che va dalla presenza di emozioni, idee e comportamenti, magari anche intensi e spiacevoli, di cui è consueto fare esperienza e che possono essere una risposta appropriata incontrando le vicende della vita, a situazioni di disagio, che portano malessere personale e fatica o intralcio nella quotidianità, fino ad un estremo di patologia franca. Il confine di questa, per gli adulti come per bambini e adolescenti, viene indicato da criteri diagnostici convenzionali, condivisi in ambito scientifico. A prescindere da questi criteri tecnici, comunque, possiamo descrivere in generale una situation di grave malessere psichico come una condizione di angoscia intensa e persistente, in cui le capacità di pensiero e di comportamento sono alterate, il senso di realtà è compromesso, vari ambiti della vita sono pesantemente intralciati. Una situazione simile, pensando, ad esempio, ad un ragazzino delle medie, potrà manifestarsi con persistente difficoltà relazionale, umore intensamente depresso o irritabile, ritrosia o stanchezza verso ogni attività, che può portare a ritirarsi da scuola, non vedere più gli amici, chiudersi in camera. O, ancora, pensando ad esempio ad un bambino piccolo, comportamenti costanti e prolungati di grande oppositività, moti imprevedibili e incontenibili di agitazione psicomotoria o anche aggressività, che rendono molto difficile poter stare in qualunque contesto sociale, scolastico, sportivo, amicale, oltreché ostruire anche in famiglia un funzionamento cognitivo ed emotivo sintonico alla situazione.
E’ importante, tuttavia, tener presente che malessere e fatica psicologica possono essere vissuti ben prima che una situazione diventi francamente patologica, dando dei segnali sintomatici forti. Una sofferenza ed un disagio meritano ascolto e cura anche prima che vi siano segnali acuti e urgenti, al fine di comprendere, prevenire o sciogliere difficoltà che appesantiscono il presente e possono diventare insostenibili nel tempo.

Come si manifesta il malessere psicologico nei bambini e negli adolescenti?

È necessario, considerando la situazione psicologica di bambini o adolescenti, tenere presente che nell’età dello sviluppo le strutture e le dinamiche psichiche sono in divenire; non vi è ancora una personalità consolidata e relativamente stabile nel tempo, come si suppone sia nell’adulto. Dalla nascita alla maturità adulta, l’organizzazione psichica è in continuo movimento, a volte repentinamente, altre con estenuante lentezza, tra evoluzioni e regressioni. Le vicende psicologiche di bambini ed adolescenti, quindi, sono da considerare e valutare in relazione a questa fluidità in divenire. Questo, in concreto, vuol dire che esperienze o manifestazioni psichiche possono essere considerate normali oppure, al contrario, preoccupanti o patologiche solo se considerate sullo sfondo del contesto evolutivo complessivo. Lo stesso identico sintomo, ad esempio, sarà una modalità di espressione tipica e niente affatto preoccupante oppure apparirà critica a incongrua, a seconda che avvenga nella prima infanzia, in età scolare o in adolescenza.

Volendo cogliere eventuali segnali di disagio psicologico in età evolutiva, ossia con bambini nell’infanzia, nell’età scolare e in adolescenza, è utile considerare, oltre a quanto poco sopra riportato, che non sempre quello che appare rimanda in modo lineare a quello che accade. Vale a dire: a livello psichico, il modo in cui un medesimo sintomo si manifesta può essere legato a diverse tipologie di cause e la stessa causa può dare origine a sintomi molto differenti.

È molto utile, in tal senso, tenere a mente una riflessione banale ma spesso dimenticata: un bambino di tre anni, un preadolescente di 12 o un adolescente di 17 hanno possibilità e modalità molto diverse di cogliere e pensare loro stessi le proprie vicende interne. Inoltre, anche le capacità di comunicare “come si sentono” saranno diverse. Ad esempio, semplificando molto, un giovane adulto avrà maturato più strumenti di introspezione e comunicazione verbale del proprio stato psicologico, mentre un adolescente lo manifesterà tipicamente sul piano dell’azione nel contesto familiare e sociale ed un bambino piccolo attraverso modalità preverbali, magari esprimendosi inconsapevolmente attraverso altre vie come i disegni o il gioco. Spesso, inoltre, l’espressione del disagio psicologico nei bambini piccoli potrà essere non espressa affatto simbolicamente ma somaticamente, manifestandosi con sintomi fisici. In tal senso, ad esempio, un mal di pancia ricorrente e senza accertate cause organiche in un bimbo piccolo o malattie autoimmuni che sfuggano alla comprensione anche dopo molti esami clinici, potrebbero essere legate a dinamiche psicologiche. Corpo e mente sono due versanti di un tutt’uno e, soprattutto a livelli precoci dello sviluppo psichico, quello che riguarda un aspetto risuona e si innesta anche nell’altro.
Può essere utile qui, ancora, rammentare come una persona, a qualunque età, sia un tutt’uno bio- psico-sociale, in cui tutti gli ambiti sono legati tra loro in un equilibrio dinamico, come diversi piatti di un’unica bilancia: ciò che impatta su uno muove anche tutti gli altri. In un bambino, ad esempio, lo stato emotivo potrà avere un impatto sulle sue possibilità di pensiero cognitivo e quindi sulla prestazione scolastica. Basti pensare a come sia difficile anche per un adulto concentrarsi su una lettura quando qualcos’altro preoccupa molto o memorizzare qualcosa sentito mentre si è nel pieno di una arrabbiatura. O ancora, in un adolescente, difficoltà di relazione con il gruppo degli amici potrà avere un impatto sul suo stato d’animo e sui suoi comportamenti anche in altri contesti sociali, come la famiglia o la scuola.

Quale sostegno psicologico o psicoterapia per bambini o adolescenti?

Come dicevamo all’inizio, non è facile, in particolare per un genitore, rendersi conto e farsi carico di un malessere psicologico del proprio figlio. Questo, per la forma cangiante, sfuggente e non sempre esplicitamente psichica che il disagio psicologico può assumere; per la scarsa consapevolezza che i piccoli stessi possono averne e per la difficoltà con cui quindi possono parlarne; non ultimo, per la naturale resistenza che ogni genitore ha al pensiero della sofferenza psicologica del proprio bambino. Spesso, altri contesti oltre a quello familiare, come quello scolastico, amicale o sportivo, sono preziosi per cogliere con più facilità uno stato di disagio in piccoli o ragazzi, potendone poi parlare con i genitori, magari incoraggiandoli a rivolgersi ad uno psicologo.

È, infatti, molto importante non sottovalutare possibili segnali di malessere psicologico nei bambini o negli adolescenti e dare valore e legittimità al desiderio di riflettere meglio qualora vi siano dubbi rispetto ad una situazione che appaia faticosa o dove vi siano timori di un versante psichico di un disagio. In queste situazioni, rivolgersi con fiducia ad uno psicologo specializzato in psicoterapia di bambini ed adolescenti sarà un primo passo già prezioso in sé.

La rilevazione precoce del disagio psicologico in età evolutiva, infatti, è esso stesso un prezioso elemento di cura, che mette in risalto le sensibilità e le competenze degli adulti che si sono accorti della situazione e fa sentire chi si trovi in questo stato di malessere, sia esso bambino o adolescente, visto e meritevole della considerazione e dell’impegno degli altri. Confidare che il disagio possa essere superato spontaneamente con la crescita, invece, ha l’effetto di lasciare il bambino o il ragazzo nella propria sofferenza, appesantendo e, nei casi più gravi, ostruendo le sue conquiste di sviluppo e minando la fiducia che può avere nelle sue figure di riferimento.

Nel Centro Evo sono presenti psicologi con formazioni specialistiche per le differenti fasce d’età e tipologie di intervento: psicoanalisi e psicoterapia individuale per bambini, adolescenti ed adulti; terapia di coppia e familiare; percorsi di gruppo continuativi o brevi; valutazioni e interventi psichiatrici; test psicodiagnostici.

Una psicoterapia con bambini piccoli passerà ampiamente attraverso il gioco, il disegno, l’attività e la relazione nella stanza di terapia, mentre con ragazzi più grandi le capacità simboliche potranno gradualmente consentire alla parola, all’introspezione e al dialogo di prendere campo. Queste fasi dell’esistenza sono molto diverse, rispetto sia alle questioni in gioco che alle modalità di intervento psicoterapeutico; richiedono, quindi, percorsi formativi e competenze specifiche differenti. Riunire in un armonico lavoro di equipe queste molteplici competenze e professionalità, attraverso la collaborazione di diversi professionisti, è esattamente l’obiettivo per cui è stato fondato il Centro Evo.